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Milano Fashion Week

settembre 24, 2018 | by admin


La moda passa, la moda va, la moda torna, l’emozione rimane.

Questo è certo. Per chi la vede, per chi la vive e per chi la fa. La moda va sempre di moda. E noi di EGcom, come tutti quelli che vivono e lavorano a Milano, la osserviamo e la assorbiamo come una parte ormai consolidata e imprescindibile del metabolismo di questa fervida città.

Spesso ci dimentichiamo che non è un fenomeno locale ma globale, trasversale, fondamentale pilastro dell’economia. Ancor più spesso sottovalutiamo lo sforzo collettivo, imprenditoriale, artigianale, ma soprattutto creativo, che sono la vera trama e ordito di questo tessuto di grandissima qualità.

Per questa fashion week appena conclusa, il nostro “chapeau!” va alla creatività di Moschino. Quando l’immaginario incontra la realtà e nascono collezioni come questa, capaci di sorprendere e divertire, comprendiamo la cifra del talento e dell’abilità nel realizzare dei sogni.

Scenario: tutto è pronto per la sfilata. Parterre di rito. Una voce fuori campo annuncia che non ci sono più gli abiti da mandare in passerella. Panico. Quale soluzione trovare? Semplice si comunica ai presenti che al posto dei modelli sfileranno i bozzetti . Ed e’ qui che l’effetto sorpresa cede il posto alla maestria. Le stampe dei tessuti, degli accessori, dalle calze alle borse, ai cappelli, ai gioielli, sono state realizzate come se fossero state schizzate in un bozzetto. Pennellate di colore a tratteggiare plissettature, grafismi da pennarello coprono le gambe sinuose delle modelle. Gli orecchini sembrano disegnati direttamente sui lobi. Le borse sembrano uscite a una serie a fumetti, così come le scarpe e i cappelli. La sensazione di far parte di un trompe l’oeil non penalizza la maestria di un prodotto ben definito e magistralmente costruito e il pensiero va immediatamente a omaggiare chi ha pensato, ma soprattutto chi ha realizzato tutto questo. Escono infatti, quasi a chiudere, modelli a foggia di forbice, accessori a forma di ditale, di metro da sarta, trasformando tutto in una meravigliosa kermesse quasi a ricordare da dove tutto è partito. A Jeremy Scott, genio dell’ironia, complimenti!